Perché studiare la Religione cattolica a scuola

Pochissime volte mi succede di entrare in classe e vedere un alunno uscire dalla classe ed andare via con un altro docente. Allora mi fermo e scherzando dico agli alunni della classe: ho litigato con il vostro compagnetto… 

Perchè è necessario lo studio della Religione oggi a scuola, più che nel passato, in una società che diventa sempre più multiculturale e multietnica?

Partiamo da una considerazione: è sempre più numerosa la presenza degli stranieri nel nostro paese, un fatto che considero positivo ed arricchente per tutti, sia per lo straniero che per noi italiani. A scuola da anni si parla di progetti di integrazione che dovrebbero favorire negli italiani un senso di accoglienza e in coloro che provengono da altri paesi a comprendere meglio gli usi e i costumi del nostro popolo.

La disciplina della Religione cattolica penso che possa essere utile in questo processo di mutua conoscenza: infatti, come già riconosciuto nell’art.9 comma 2 dell’Accordo tra la Repubblica Italiana e la Santa Sede del 18 febbraio 1984, i principi del cattolicesimo fanno parte del patrimonio storico del popolo italiano e non si può realisticamente pensare ad una vera integrazione senza una loro approfondita conoscenza.

Una conoscenza della religione cattolica che è parte integrante della nostra cultura anche da parte dello straniero non significa in nessun modo adesione alla fede cattolica. Infatti l’IRC è inserito nell’ambiente scolastico con finalità culturali e didattiche e non catechetiche o di iniziazione alla fede cristiana. Ne è una riprova ad esempio il fatto che, a fronte del 90% di alunni che si avvalgono di tale insegnamento, non corrisponde un’uguale percentuale di praticanti.

Dunque l’IRC può essere una risorsa per l’integrazione.

Cerco di fare degli esempi. Nel corso dei loro studi gli alunni, italiani e stranieri, cattolici e non cattolici, si troveranno a studiare la Divina Commedia o i Promessi Sposi, in un libro di storia si imbatteranno in pagine dedicate, per esempio, alla Riforma Protestante e al Concilio di Trento, mentre in un testo di arte potrebbero ammirare un’opera come l’Ultima Cena di Leonardo da Vinci. Come potranno gli alunni comprendere a fondo tutto ciò, se sono a digiuno di quei principi che l’accordo sopra citato definisce “parte del patrimonio storico del popolo italiano”?

Inoltre la disciplina favorisce il dialogo poichè permette agli alunni di interrogarsi sulle grandi domande della vita in maniera adeguata all’età. Ci si interroga ancora sul mistero di Dio e dell’uomo e si studiano i principi fondamentali della religione cattolica e di altre relgioni scoprendone gli elementi comuni.

Così si impara a crescere insieme dialogando e si comprendono meglio la cultura italiana e le sue tradizioni.

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