UN NUOVO CONCETTO DI UOMO

Il video narra la transizione epocale dal Medioevo al Rinascimento, evidenziando il passaggio da una visione teocentrica a una prospettiva antropocentrica che celebra l’individuo. Pur non rinnegando la fede, questa nuova sensibilità esalta il potenziale creativo dell’uomo, descrivendolo come il solo artefice del proprio destino e della propria realizzazione terrena. L’autore delinea come questa consapevolezza abbia generato una ricerca del piacere e una libertà di costumi inedite, supportate dalla riscoperta della classicità. In definitiva, il testo sintetizza come tale cambiamento culturale abbia innescato profonde trasformazioni sociali e politiche, alimentate da scoperte geografiche e innovazioni tecniche che hanno reso l’essere umano il vero protagonista della storia moderna.
Nel Cinquecento il mondo occidentale assiste all’affermazione del Rinascimento: un movimento culturale che pone l’uomo al centro dell’universo, con l’idea di rinascita dalla sudditanza che l’uomo avrebbe avuto nei confronti di Dio durante il Medioevo.
Alla visione teocentrica della cultura medievale, si contrappone una visione antropocentrica, tipicamente rinascimentale, che rompe con la visione unitaria della vita e del mondo. Il Rinascimento non è però un’epoca di ateismo, anzi rimane un tempo di profonda religiosità in cui Dio non viene estromesso dalla storia. Tuttavia, dà maggiormente peso al ruolo dell’uomo, esaltandone la potenzialità e il genio creativo.
Nel Rinascimento, dunque, fiorisce un nuovo concetto dell’uomo: egli non è più il centro di un mondo creato e governato da Dio, un mondo subordinato alle verità della fede, ma diventa il centro di un mondo che governa lui stesso.
E questo un cambio di visione epocale: all’ideale medievale della ricerca di santità si sostituisce l’ideale rinascimentale della riuscita umana. Non più uomo debole e fragile pellegrino che spera e conta su Dio, ma un uomo realizzato che conta sulle proprie forze: un uomo che è immagine di Dio in quanto artefice di se stesso, ovvero «l’uomo è fabbro della propria sorte»!
In tale contesto, l’uomo acquista una nuova consapevolezza di sé. Egli si affranca in parte dagli insegnamenti cristiani, favorendo una certa rilassatezza dei costumi. Si fa strada, infatti, un’idea della vita in cui godere è considerato un importante valore naturale e, in tal senso, Lorenzo il Magnifico, signore di Firenze, esprime così questo nuovo sentire: «Chi vuol esser lieto, sia: di doman non c’è certezza»!
Questo nuovo modo di pensare, che rende l’uomo artefice di se stesso, dà vita anche a intense trasformazioni sociali: nascono gli Stati moderni, si sviluppano l’economia e il commercio e nuove invenzioni come la stampa. Inoltre, viene dato grande valore all’antichità classica: si riscopre la civiltà di Roma, in cui l’uomo appare come il principale protagonista. Ma è soprattutto la scoperta dell’America del 1492 che, aprendo nuovi orizzonti, fa sentire l’uomo più potente.