Atti degli Apostoli (2,1-4)

Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi.

Hai mai sentito parlare di Pentecoste? Conosci anche il suo significato? Per molti, anche cristiani, è una festa poco conosciuta forse perché non sono previste vacanze scolastiche, come in alcuni paesi del Nord Europa, forse perché non è legata, soprattutto in alcune regioni italiane, ad alcune tradizioni popolari come il Natale. Eppure si tratta di una festa molto importante strettamente legata alla Pasqua (Gv 15,26-27; Gv. 16,12-15).

Dopo la resurrezione di Gesù gli apostoli erano impauriti e tristi per quanto accaduto e chi non lo sarebbe stato visto quanto accaduto! Ciò che avvenne nel cenacolo quando i discepoli erano riuniti per celebrare la pentecoste. Ricevettero Il dono dello Spirito Santo che era stato promesso da Gesù nel suo discorso- testamento dell’ultima cena (Gv. 14,16-17; 14,25-26; 16,7-11; 16,12.15).

L’evangelista Luca, nel libro degli atti degli apostoli narra, in quello che conosciuto come il Vangelo dello spirito, questo evento attraverso alcuni segni molto importanti : il vento il fuoco eh la possibilità di parlare in lingue diverse.

Il vento suggerisce l’idea di una nuova nascita (Gv. 3,3-8), è simbolo dell’irruzione creatrice di Dio nel cosmo Quando aleggiava sulle acque aprire parentesi (Gn. 1,2) Elemento vitale per l’uomo fin dalla sua nascita (Gn. 2,7), è vita.

Il fuoco domina tutta la scena della Pentecoste nel capitolo 2 degli Atti degli Apostoli. È un elemento delle Teofanie dell’Antico Testamento, ad esempio quando Dio appare a Mosè nel Roveto ardente (Es. 3,1-6). È il simbolo stesso di Dio che è forza irresistibile e trascendente; infatti il fuoco non può essere afferrato e manipolato con le mani ma nello stesso tempo il fuoco riscalda e purifica.

La possibilità di parlare in altre lingue è un’immagine molto bella con la quale si vuole esprimere l’universalità (cattolicità) della diffusione del Vangelo. Come l’inizio della predicazione di Gesù era segnato dal dono dello Spirito così l’inizio dell’annuncio e della testimonianza da parte della chiesa sono segnati dall’effusione dello Spirito.

La chiesa si presenta fin dalle sue origini con tutti i colori dell’arcobaleno, dalle mille lingue e culture e lo Spirito diventa radice di unità. Tutti i popoli che appartengono alla chiesa, pur nella diversità, ascoltano la stessa parola e proclamano la stessa fede in Gesù. Già un testo rabbinico narrava così l’esperienza sul Sinai del Popolo d’Israele con Mosè:

la voce di Dio al fine si divise in 70 lingue perché tutte le nazioni potessero comprendere la sua parola.

La comunità Cristiana che nasce dalla Pentecoste è fondata su Gesù Cristo che ne è il centro vitale, è una comunità nuova che rompe gli schemi di divisione che gli uomini spesso creano tra di loro e che San Paolo semplifica così

non c’è più giudeo né greco, non c’è schiavo né libero; non c’è maschio e femmina perché tutti voi siete uno in Cristo.

La Pentecoste è dunque la metafora di un progetto alto, che come il vento, irrompe nella vita dei Cristiani proponendo loro la valorizzazione delle differenze, dell’unità nelle diversità.

HTML Snippets Powered By : XYZScripts.com