COSA È L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Che cos'è l'Intelligenza Artificiale

I. Che cos’è l’intelligenza artificiale?

7. Il concetto di intelligenza nell’IA si è evoluto nel tempo, raccogliendo in sé una molteplicità di idee provenienti da varie discipline. Sebbene abbia radici che risalgono a secoli fa, un momento importante di questo sviluppo si è avuto nel 1956, quando l’informatico statunitense John McCarthy organizzò un convegno estivo presso l’Università di Dartmouth per affrontare il problema dell’«Intelligenza Artificiale», definito come:
«quello di rendere una macchina in grado di esibire comportamenti che sarebbero chiamati intelligenti se fosse un essere umano a produrli»[5].
Il convegno lanciò un programma di ricerca volto a usare le macchine per riuscire ad eseguire compiti tipicamente associati all’intelletto umano e a un comportamento intelligente.
8. Da allora, la ricerca in questo settore è progredita rapidamente. Sistemi della cosiddetta “IA ristretta” (narrow AI) sono progettati per svolgere mansioni specifiche come tradurre lingue, prevedere tempeste o generare immagini. A differenza delle deduzioni logiche, la maggior parte dei sistemi contemporanei si basa su inferenze statistiche. Analizzando grandi insiemi di dati, l’IA può “predirne”[7] gli effetti, imitando processi cognitivi umani grazie a tecnologie come le reti neurali e i processori specializzati.
9. Molti lavori un tempo gestiti esclusivamente dalle persone sono ora affidati all’IA (analisi dati, diagnosi mediche). Molti ricercatori sperano di giungere alla “intelligenza artificiale generale” (AGI), un singolo sistema in grado di svolgere qualsiasi lavoro alla portata della mente umana. Alcuni ipotizzano il raggiungimento di una “superintelligenza”, mentre altri temono che tali possibilità possano un giorno mettere in ombra la stessa persona umana[9].
10. Tuttavia, l'assunto che la parola “intelligenza” valga allo stesso modo per uomini e macchine non riflette la realtà. Per l’essere umano, l’intelligenza è una facoltà della persona nella sua integralità, mentre nell’IA è intesa in senso funzionale: una scomposizione di attività in passaggi digitalizzati che le macchine possono replicare[10].
11. Questa prospettiva è esemplificata dal Test di Turing. Qui il “comportamento” si riferisce a compiti intellettuali specifici, ma non tiene conto dell’esperienza umana totale: emozioni, creatività, senso estetico, morale e religioso. L'intelligenza artificiale viene valutata in modo riduzionistico sulla capacità di produrre risposte appropriate, a prescindere dalla modalità con cui vengono generate.
12. In conclusione, le caratteristiche avanzate conferiscono all’IA sofisticate capacità di eseguire compiti, ma non quella di pensare[12]. Distinguere tra "eseguire" e "pensare" è decisivo per comprendere il rapporto tra uomo e tecnologia, richiamando la visione profonda della tradizione filosofica e teologica sulla dignità della persona umana[14].

Documento informativo sull'evoluzione e la filosofia dell'Intelligenza Artificiale.

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