DALLO STUPORE AL SENSO RELIGIOSO


BELLEZZA E MERAVIGLIA: LE SCINTILLE DELLA CONOSCENZA
Quanta meraviglia avvolge il tuo cuore se contempli il mondo, con tutta la sua bellezza, il cielo e le stelle, i mari e i monti, gli uccelli e gli animali terrestri, i pesci.
La meraviglia riempie davvero tutto l’uomo!
Ma cosa è la meraviglia?
È l’esperienza dello stupore, un rimanere a bocca aperta di fronte a una sorpresa, a ciò che è bello, inatteso e straordinario. A causa dello stupore l’uomo avverte il desiderio di conoscere e comincia a porsi domande perchè capace di interrogarsi e di riflettere su ciò che lo circonda.
Possiamo allora dire che la conoscenza ha il suo big bang nella meraviglia che circonda l’uomo, inizio del suo percorso di scoperta delle leggi che regolano la vita tutta.
Leggi della natura, leggi della fisica che aprono l’uomo al mistero, perchè la meraviglia che esse regolano porta l’uomo a chiedersi anche che cosa c’è oltre la realtà apparente, ovvero che cosa c’è al di là di tutto quello che vediamo.

L’UOMO E IL MISTERO
Da dove ha origine tutto questo? È la domanda che l’uomo di tutti i tempi e di tutti i luoghi, da sempre, si pone di fronte alla bellezza e all’armonia del creato.
Da dove ha origine tutto questo? È uno degli interrogativi con cui l’uomo comincia a porsi davanti al mondo che lo circonda e che scopre come una realtà piena di mistero.
Tutto ciò che esiste è fatto di cose materiali che si vedono e che si toccano con mano, ma anche di cose immateriali, che non si vedono e non si toccano. L’uomo scopre dunque una realtà trascendente, ovvero una realtà misteriosa, al di là dello sguardo che va ben oltre l’apparenza.
L’uomo scopre se stesso come mistero e realtà trascendente: un essere materiale, dotato di corpo, faccia, gambe, mani… ben visibili e toccabili, ma anche un essere spirituale, con pensieri e sentimenti che non si vedono, con un’anima capace di entusiasmarsi e contemplare la bellezza.

VOLEVO ESSERE UN DURO DI LUCIO CORSI
FONTE: https: //www.youtube.com/watch?v=KP0MRJt7GX4&list=RDKP0MRJt7GX4&start_radio=1
STRADA FACENDO DI CLAUDIO BAGLIONI
FONTE: https: //www.youtube.com/watch?v=en2CSm20cjQ&list=RDen2CSm20cjQ&start_radio=1
Si sta come d’autunno
sugli alberi le foglieGiuseppe Ungaretti
La vita dell’uomo è come un soffio
Sal. 144
BISOGNI MATERIALI
L’uomo ha sempre dovuto rispondere a una serie di bisogni per garantire la propria sopravvivenza.
Quelli materiali rappresentano i primi bisogni a cui deve provvedere: la fame, la sete, il bisogno di protezione, il riparo e la sicurezza.
Questi bisogni fondamentali sono essenziali per mantenere il corpo sano e la vita in equilibrio. Tuttavia, una volta soddisfatti, non esauriscono la ricerca umana di significato.
BISOGNI IMMATERIALI
Superata la sfera dei bisogni primari, emergono altri bisogni che sono immateriali, più complessi, che riguardano l’affettività, il senso di appartenenza, la stima e la realizzazione di sé. Sono bisogni che spingono l’uomo a ricercare legami, a costruire relazioni profonde, a cercare l’approvazione degli altri, e infine, a crescere e migliorarsi come persona.
DOMANDE FONDAMENTALI E INTUIZIONE DI DIO
L’uomo scopre se stesso come un mistero e di fronte alla vita, si pone delle domande. Forse anche tu, qualche volta ti sei chiesto:
- Chi sono?
- Perchè vivo, cosa faccio sulla terra?
- Ho forse un compito da portare a termine?
- Da dove vengo? Dove vado?
Ed ancora si chiede, soprattutto quando fa esperienza della gioia e del dolore, della sofferenza:
- Perché c’è il male?
- Perché c’è la sofferenza?
- Perché prima o poi si deve morire e abbandonare i propri cari?
- Cosa c’è dopo la morte?
Tutte queste domande sono possibili perchè l’uomo è capace di pensiero, di riflessione, di cercare risposte. L’uomo intuisce la presenza di un Dio che sta all’origine e alla fine della vita e che può dare risposte a tutte le sue domande.
Grazie all’intuizione di Dio l’uomo comprende che la realtà non è fatta solo di cose visibili e materiali, ma anche di cose invisibili e spirituali. Così l’uomo intuisce Dio, un essere superiore all’uomo, infinito e certamente misterioso, che è all’origine della vita. È la nostalgia di Dio di cui parla sant’Agostino.
