LA RELIGIONE ROMANA

LE DIVINITÀ

I romani avevano una vita religiosa molto simile a quella dei Greci. Dopo la conquista della Grecia avvenuta nel 146 a.C., i romani assimilarono in gran parte il Pantheon dei Greci. 

Giove, dio del fulmine e della pioggia, era la divinità suprema. Era anche il garante dei patti, dei matrimoni e della pace. Accanto a Giove troviamo altre due divinità maschili: Marte, il dio della guerra, e Quirino, il dio protettore di Roma. 

Ben presto Giove venne affiancato da due divinità femminili: Giunone, dea Regine e dea della nascita e Minerva, dea protettrice degli artigiani. 

Accanto agli dei venerati da tutta la comunità agricola vi erano anche gli dei familiari cui erano rivolti riti privati: I Mani, che erano gli spiriti dei morti; i Lari, che proteggevano i territori abitati alla famiglia; i Penati, gli dei del padre di famiglia e dei suoi parenti, che venivano trasmessi in eredità. 

TEMPLI, NICCHE E SACERDOTI

Alle divinità erano dedicati i templi dove si celebravano i riti pubblici presieduti dai sacerdoti. 

Addossate ai muri esterni delle case o ai confini delle proprietà vi erano anche apposite nicchie, detti larari, in cui erano venerati i Lari.

Ogni casa aveva un altare domestico. Il culto domestico era presieduto dal capofamiglia, mentre ai sacerdoti erano affidati i riti della comunità.

I sacerdoti erano divisi in gruppi e collegi a seconda dei compiti. Essi istruivano il popolo circa il modo e il tempo con cui celebrare gli atti di culto. 

LE FESTE E IL CULTO

I sacrifici avevano la massima importanza in quanto dovevano garantire i buoni rapporti tra dei e uomini e servivano da preghiere, da ringraziamento e da espiazione.

Normalmente il sacrificio consisteva in un’offerta di cibo.

In particolare occasione venivano sacrificati animali.

OLTRE LA MORTE

I morti vivevano tristemente nel mondo degli inferi. Un mondo quello degli inferi così diviso:

  • Campi del pianto, per i morti giovani;
    Tartaro per i malvagi;
    Campi Elisi per i giusti.

Si temeva che i morti potessero ritornare sulla terra e si cercava di propiziarseli con un sacrificio offerto nove giorni dopo la sepoltura. Inoltre, in determinate festività si compivano riti particolari per convincere i morti a lasciare in pace e vivi.

HTML Snippets Powered By : XYZScripts.com