COMPRENDERE IL CONCETTO DI ISPIRAZIONE

DUE VERSIONI DEL San Matteo e l’angelo di Caravaggio,
Il vero motivo del rifiuto del quadro di Caravaggio sarebbe infatti da imputarsi non a questioni legate al decoro ma a questioni di più alto e sottile profilo teologico, in particolare al delicato tema dell’ispirazione divina della Sacra Scrittura.
A differenziare infatti la prima versione dalla seconda (quella attualmente nella Cappella Contarelli) è l’atteggiamento dei due protagonisti dell’episodio: il Santo e l’angelo. Nel dipinto respinto l’angelo guida materialmente la mano dell’evangelista nello scrivere il Vangelo, mentre nella versione accettata l’angelo si limita ad ispirare il messaggio evangelico a Matteo computando con le dita le argomentazioni o gli eventi comunicati.
In pratica, il primo dipinto, sarebbe l’applicazione visiva, e in tutti sensi letterale, della dottrina della “dettatura verbale”, in cui lo Spirito Santo, tramite l’angelo, davvero “muove la penna” dello scrittore mentre il secondo sarebbe la più elusiva rappresentazione dell’autonoma partecipazione dell’Evangelista alla redazione del testo sacro.
L’atteggiamento del Matteo della seconda versione, mostrato ispirato e ubbidiente al dettato del messaggero divino, esibisce infatti un fare attento e consapevole della propria missione evangelizzatrice, relazionandosi con l’angelo in modo presente e attivo, ossia in un modo alquanto distante dall’automatismo percepibile come incosciente del Matteo rifiutato.