
CARATTERISTICHE TEOLOGICHE
Il terzo vangelo offre un contributo originale alla comprensione del mistero di Gesù: anzitutto perché lo approfondisce, riferendo nuovi episodi della sua infanzia (cc. 1-2); poi perché colloca la persona di Gesù nel contesto della storia della Chiesa. Questo libro costituisce, infatti, la prima parte di un’opera unitaria che comprende vangelo e Atti degli Apostoli, ambedue scritti con le stesse idee dominanti e il medesimo stile. Un vangelo dunque da leggersi in parallelo a quelli di Marco e di Matteo, ma anche in continuità con il libro degli Atti.
- Il Vangelo della misericordia
È il “Vangelo della misericordia”. Luca è il solo che include episodi o parabole che narrano la misericordia del Padre. Questi episodi o parabole sono: la donna peccatrice (Lc 7, 36-50); la pecora smarrita, la dramma perduta, il figlio prodigo (cap. 15); la presenza di Gesù nella casa di Zaccheo (Lc 19,1-10); il perdono di Gesù ai suoi carnefici (Lc 23,34); il buon ladrone (Lc 23,39-43). Luca (6,36) riporta le parole di Gesù: “Siate misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro”. Tutto il discorso della “pianura” accentra l’attenzione sul vincolo sociale della carità (Lc 6,17-49).
- Il Vangelo dei poveri
È il “Vangelo dei poveri”. Questo si manifesta chiaramente nei racconti dell’infanzia, nei quali i poveri e gli insignificanti sono scelti per i più grandi privilegi: la coppia sterile, Zaccaria ed Elisabetta; Maria e Giuseppe scelti tra oscuri nazareni; i pastori della campagna; un vecchio e una vecchia vedova al tempio. Anche nelle Beatitudini Luca conserva questa grande stima per la povertà.
- Il Vangelo dell’assoluta rinuncia
È il “Vangelo dell’assoluta rinuncia”. I discepoli devono lasciare ‘tutto’ (Lc 5,11) per dedicarsi solo a Gesù e al Vangelo. E ancora Luca chiede ai discepoli di vendere quello che possiedono e di darlo in elemosina (12,33).
- Il Vangelo della preghiera e dello Spirito Santo
È “Vangelo della preghiera e dello Spirito Santo”. Luca ci raffigura Gesù in preghiera prima di qualsiasi tappa importante nel suo ministero messianico: al suo battesimo (3,21); prima della scelta dei Dodici (6,12); prima della professione di fede di Pietro (9,18); alla trasfigurazione (9,28), prima di insegnare il “Padre Nostro” (11,1); nel Getsemani (22,41). Gesù era il maestro della preghiera e insistette con frequenza che anche i suoi discepoli fossero uomini di preghiera (6,28; 10,2; 11, 1-13; 18, 1-8; 21,36). Gesù è concepito per opera dello Spirito Santo (1,35) ed egli stesso è ripieno di Spirito Santo (4,1). Ciò che avvenne per Gesù deve continuare ad avvenire per la Chiesa, fino alla parusìa (manifestazione finale di Gesù). Lo Spirito di conseguenza occupa lo stesso ruolo di primaria importanza anche in Atti: la Chiesa continua la missione di Gesù, l’era escatologica, inaugurata da Cristo che durerà fino a quando lo Spirito la porterà a compimento in un certo momento del futuro.
- Il Vangelo della gioia messianica
È “Vangelo della gioia messianica”. Luca riporta l’ammirazione delle folle che seguivano Gesù (5,26; 10,17; 13,17; 18,43). Questo spirito di gioia diffuso tra la gente è l’adempimento della promessa di Gesù che i suoi seguaci saranno “felici” e “fortunati” (1,45; 6,20-22; 7,23; 10,23; 11,27ss.; 12,37ss.; 14,14ss.; 23,29).


